Un caffè per conoscere la pagina oscura delle “Fenestrelle”

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Fenestrelle: il Lager dei Savoia

 

Fenestrelle, un’antica e inaccessibile fortezza sabauda a circa 150 chilometri da Torino, posta a più di 2 mila metri d’altezza a protezione del confine sabaudo-piemontese (come potete vedere sopra nella foto), fu dunque, a partire dal 1861, il lager di casa Savoia, la Siberia italiana, in cui non ci si fece scrupolo di deportare, senza soluzione di continuità, appunto ex soldati del disciolto esercito del Regno delle Due Sicilie, papalini, pseudo briganti, prigionieri comuni e politici, donne e uomini di ogni provenienza in una promiscuità degna di peggior causa.

Sulle condizioni e sul trattamento dei detenuti all’interno della fortezza di Fenestrelle ne dà ampio e documentato conto, ove per loro conoscenza Barbero e Bossuto alla ricerca di documentazioni non lo avessero mai letto, un giornale piemontese dell’epoca: L’armonia:

“La maggior parte dei poveri reclusi sono ignudi, cenciosi, pieni di pidocchi e senza pagliericci. Quel poco di pane nerissimo che si dà per cibo, per una piccola scusa si leva e, se qualcuno parla, è legato per mani e per piedi per più giorni. Vari infelici sono stati attaccati dai piedi e sospesi in aria col capo sotto ed uno si fece morire in questa barbara maniera soffocato dal sangue e molti altri non si trovano più né vivi, né morti. E’ una barbarie signori”

Il resto puoi leggerlo qui

http://www.inuovivespri.it/2017/03/26/la-vera-storia-del-lager-di-fenestrelle-dove-i-savoia-scannarono-e-fecero-sparire-nella-calce-migliaia-di-meridionali/#_

 

 

 

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