Un caffè con un estremista di destra

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Anders Behring Breivik (pronuncia norvegese [ˈandəʂ ˈbeːriŋ ˈbræɪviːk]; Oslo, 13 febbraio 1979) è un terrorista norvegese, conosciuto in quanto autore degli attentati del 22 luglio 2011 in Norvegia,[1] che hanno provocato la morte di settantasette persone.

Dichiaratosi un anti-multiculturalista, anti-marxista, anti-islamista[2] e anti-sionista,[3] è autore del memoriale 2083 – Una dichiarazione europea d’indipendenza.[4] In questo scritto di 1518 pagine Breivik si definisce “salvatore del cristianesimo” e “il più grande difensore della cultura conservatrice in Europa dal 1950”.[5] Dichiaratosi cristiano protestante, nello stesso memoriale si definisce antipapista, prendendo forti posizioni contro Benedetto XVI.[6] Massone, membro della loggia norvegese St. Olaus til de tre Søiler, la sua loggia ha affermato di aver avuto solo contatti minimi con lui e il gran maestro l’ha immediatamente espulso dall’ordine dopo il suo arresto.[7] In seguito durante la sua detenzione si identificò come fascista[8] e nazionalsocialista.[9] Nel 2015 si è convertito alla religione odinista, frangia di estrema destra dell’etenismo.[10]

Inizialmente ritenuto essere affetto da schizofrenia paranoide,[11] è stato dichiarato “sano di mente e quindi penalmente responsabile” da una controperizia,[12] venendogli riconosciuto solo un elevato disturbo narcisistico della personalità.[13] Il 24 agosto 2012 è stato condannato a ventuno anni di carcere, pena massima prevista dalla legge norvegese.[14]

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