Un caffè con la guida per la creazione di ico da parte della Consob svizzera

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Nel quadro di un’ICO, gli investitori versano mezzi finanziari (generalmente sotto forma di criptovalute) all’organizzatore ICO. In cambio, ottengono «coin» e/o «token» basati sulla tecnologia blockchain, creati e salvati a livello decentralizzato su una nuova blockchain sviluppata in questo contesto oppure, mediante un cosiddetto smart contract, su una blockchain esistente. Con la Comunicazione FINMA sulla vigilanza 04/2017 del 29 settembre 2017, la FINMA si è espressa in merito alle cosiddette initial coin offering (ICO), esplicando i possibili punti di contatto tra le ICO e il diritto dei mercati finanziari in vigore. Con la presente guida pratica, la FINMA fornisce ai partecipanti al mercato interessati una serie di indicazioni sul trattamento delle richieste inerenti all’assoggettamento in riferimento alle ICO. Da un lato, vengono definite le informazioni specifiche necessarie alla FINMA per il trattamento di tali richieste dei partecipanti al mercato; dall’altro, vengono esposti i principi a cui la FINMA si ispira per trattare le richieste.

 

 

Token di pagamento: la categoria «token di pagamento» (sinonimo di semplici «criptovalute») comprende token che, effettivamente o nelle intenzioni dell’organizzatore, sono accettati come mezzi di pagamento per l’acquisto di beni o servizi oppure sono finalizzati al trasferimento di denaro e di valori. Le criptovalute non conferiscono diritti nei confronti di un emittente. Token di utilizzo: la FINMA definisce «token di utilizzo» quei token che permettono di accedere a un’utilizzazione o a un servizio digitale forniti su o dietro utilizzo di un’infrastruttura blockchain. Token d’investimento: la categoria «token d’investimento» comprende token che rappresentano valori patrimoniali. Tali token possono rappresentare, in particolare, un credito ai sensi del diritto delle obbligazioni nei confronti dell’emittente oppure un diritto sociale ai sensi del diritto societario. Nel caso dei token d’investimento vengono promessi, per esempio, quote di ricavi futuri dell’azienda o flussi di capitale futuri. Secondo la funzione economica, il token rappresenta così, in particolare, un’azione, un’obbligazione o uno strumento finanziario derivato. Nella categoria dei token d’investimento possono rientrare anche i token che mirano a rendere negoziabili sulla blockchain oggetti di valore materiali. Le singole classificazioni dei token non si escludono necessariamente a vicenda. I token d’investimento e di utilizzo possono anche rientrare nella categoria dei token di pagamento (cd. «token ibridi»). In questi casi, il token è classificabile cumulativamente come valore mobiliare e mezzo di pagamento. A seconda della strutturazione dell’ICO, i token possono essere messi in circolazione già al momento della raccolta dei mezzi finanziari. Ciò avviene su una blockchain preesistente. Per altre ICO, al momento della raccolta dei mezzi finanziari esiste solo la prospettiva di una ricezione dei token da parte degli investitori in futuro e i token o la blockchain soggiacente devono ancora essere sviluppati («prefinanziamento»). Un’ulteriore configurazione è quella della «prevendita»: in questo caso, gli investitori ricevono i token con la possibilità di ottenerne degli altri e/o scambiarli con essi.

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